Italiano e/o Inglese. Una parte della bibliografia di approfondimento è disponibile in lingua inglese. Gli studenti in mobilità internazionale possono concordare un programma equivalente e sostenere la prova d’esame in lingua inglese.
Testi obbligatori
Letture consigliate
L’insegnamento concorre agli obiettivi formativi del Corso di Studio fornendo gli strumenti epistemologici necessari a valutare lo statuto della conoscenza prodotta dalla ricerca sociale e il suo impiego nei processi decisionali pubblici. Esso mira a rendere gli studenti consapevoli delle assunzioni metodologiche e concettuali che governano il passaggio dall’evidenza empirica alla decisione normativa, competenza rilevante per i profili professionali che operano nella ricerca sociale applicata, nella progettazione e valutazione delle politiche pubbliche e nella consulenza istituzionale.
Non sono previsti vincoli di propedeuticità. Per un proficuo apprendimento sono considerate acquisite conoscenze di base di metodologia della ricerca sociale e nozioni elementari di filosofia della scienza - quest'ultime verranno comunque riprese ad inizio corso. Non è richiesta alcuna conoscenza pregressa di diritto penale: le nozioni giuridiche necessarie sono introdotte a lezione.
L’insegnamento è erogato mediante lezioni frontali dedicate:
La verifica consiste in una prova scritta e Il voto è espresso in trentesimi.
Questo insegnamento concorre alla realizzazione degli obiettivi ONU dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Obiettivo 16
Obiettivo 10
Obiettivo 4
Obiettivo 5
Risultati di apprendimento attesi
Al termine dell’insegnamento gli studenti saranno in grado di:
1. Conoscenza e capacità di comprensione
2. Capacità di applicare conoscenza e comprensione
3. Autonomia di giudizio
L’insegnamento affronta i problemi epistemologici che sorgono quando la conoscenza prodotta dalle scienze sociali e cognitive entra nello spazio normativo del diritto e della politica. Quale statuto hanno i concetti mentali – intenzione, capacità, controllo – sui quali si fondano l’imputazione giuridica e l’attribuzione di responsabilità? Sono descrizioni empiriche rivedibili alla luce delle neuroscienze, oppure categorie normative costitutive di una pratica? La domanda serve da lente per esaminare i dilemmi metodologici classici della ricerca sociale, lo statuto della prova scientifica nelle decisioni pubbliche e il ruolo dell’expertise nella deliberazione democratica.
L’insegnamento si articola in quattro moduli:
Modulo I – Che tipo di sapere è il sapere sociale?
La questione della naturalizzazione delle scienze umane. Il modello nomologico-deduttivo della spiegazione e le difficoltà che incontra nell’ambito sociale. La contrapposizione fra spiegare e comprendere nella tradizione tedesca; Weber e il tentativo di conciliazione fra comprensione del senso e spiegazione causale; il tipo ideale come strumento epistemico. Peter Winch e la trasposizione della lezione wittgensteiniana alle scienze sociali: la condotta sociale come condotta governata da regole, l’impossibilità di descriverla in termini puramente comportamentali, le implicazioni per la nozione di causa. Naturalismo e interpretativismo: termini del confronto contemporaneo. Individualismo e olismo metodologico. Il problema della riflessività: gli oggetti della ricerca sociale reagiscono alle descrizioni che li riguardano.
Modulo II – L’ontologia del sociale
John Searle e la costruzione della realtà sociale: fatti bruti e fatti istituzionali; le regole costitutive e la formula “X conta come Y nel contesto C”; l’intenzionalità collettiva e l’assegnazione di funzioni di status. Il diritto come architettura di fatti istituzionali. Conseguenze epistemologiche: che cosa si conosce, esattamente, quando si conosce un’istituzione? Il rapporto fra questa impostazione e la tesi wittgensteiniana sulle regole discussa nel Modulo I.
Modulo III – Epistemologia del diritto: il caso della responsabilità
La psicologia del senso comune incorporata nella norma penale: intenzione, coscienza, volontà, controllo. La capacità di intendere e di volere come nozione a un tempo psicologica e normativa. Le neuroscienze in tribunale: gli esperimenti di Libet e il dibattito sul potenziale di prontezza; l’automatismo e il caso Kenneth Parks; il vizio di mente e la rappresentazione delirante della realtà; la genetica comportamentale come attenuante. Lo statuto epistemico della prova scientifica e della perizia: chi valuta la competenza dell’esperto? Il nodo teorico centrale: lo scarto fra descrizione causale del comportamento e attribuzione normativa di responsabilità, e la tesi secondo cui nessuna quantità di informazione causale colma da sola quello scarto. Psicologia morale ed emozioni reattive come sfondo del giudizio di responsabilità.
Modulo IV – Epistemologia politica
La testimonianza come fonte di conoscenza e il problema della fiducia razionale. Expertise e legittimazione democratica: come può un cittadino non specialista valutare un’affermazione specialistica? Disaccordo fra pari epistemici e polarizzazione; la formazione delle credenze negli ambienti informativi contemporanei. L’ingiustizia epistemica secondo Miranda Fricker: ingiustizia testimoniale, deficit di credibilità e pregiudizio identitario; ingiustizia ermeneutica e lacune nelle risorse interpretative collettive. Ricadute istituzionali: l’accesso alla voce come questione di giustizia e non solo di metodo.
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