L’insegnamento affronta i problemi epistemologici che sorgono quando la conoscenza prodotta dalle scienze sociali e cognitive entra nello spazio normativo del diritto e della politica. Quale statuto hanno i concetti mentali – intenzione, capacità, controllo – sui quali si fondano l’imputazione giuridica e l’attribuzione di responsabilità? Sono descrizioni empiriche rivedibili alla luce delle neuroscienze, oppure categorie normative costitutive di una pratica? La domanda serve da lente per esaminare i dilemmi metodologici classici della ricerca sociale, lo statuto della prova scientifica nelle decisioni pubbliche e il ruolo dell’expertise nella deliberazione democratica.
L’insegnamento si articola in quattro moduli:
Modulo I – Che tipo di sapere è il sapere sociale? Spiegazione e comprensione; il modello nomologico-deduttivo e i suoi limiti nelle scienze umane; Weber e la spiegazione causale dell’agire dotato di senso; Winch e la lezione wittgensteiniana sul seguire una regola; naturalismo e interpretativismo; individualismo e olismo metodologico; il problema della riflessività.
Modulo II – L’ontologia del sociale (8 ore): Searle e la costruzione della realtà sociale; fatti bruti e fatti istituzionali; regole costitutive e regole regolative; intenzionalità collettiva; il diritto come sistema di fatti istituzionali e le conseguenze epistemologiche di questa tesi.
Modulo III – Epistemologia del diritto: il caso della responsabilità: la psicologia del senso comune incorporata nella norma penale; capacità di intendere e di volere; le neuroscienze in tribunale; lo statuto epistemico della prova scientifica e della perizia; lo scarto fra descrizione causale e attribuzione normativa.
Modulo IV – Epistemologia politica: testimonianza e fiducia; expertise e legittimazione democratica; disaccordo, polarizzazione e formazione delle credenze nei contesti pubblici; l’ingiustizia epistemica testimoniale ed ermeneutica e le sue ricadute istituzionali.
Modulo I – Che tipo di sapere è il sapere sociale?
La questione della naturalizzazione delle scienze umane. Il modello nomologico-deduttivo della spiegazione e le difficoltà che incontra nell’ambito sociale. La contrapposizione fra spiegare e comprendere nella tradizione tedesca; Weber e il tentativo di conciliazione fra comprensione del senso e spiegazione causale; il tipo ideale come strumento epistemico. Peter Winch e la trasposizione della lezione wittgensteiniana alle scienze sociali: la condotta sociale come condotta governata da regole, l’impossibilità di descriverla in termini puramente comportamentali, le implicazioni per la nozione di causa. Naturalismo e interpretativismo: termini del confronto contemporaneo. Individualismo e olismo metodologico. Il problema della riflessività: gli oggetti della ricerca sociale reagiscono alle descrizioni che li riguardano.
Modulo II – L’ontologia del sociale
John Searle e la costruzione della realtà sociale: fatti bruti e fatti istituzionali; le regole costitutive e la formula “X conta come Y nel contesto C”; l’intenzionalità collettiva e l’assegnazione di funzioni di status. Il diritto come architettura di fatti istituzionali. Conseguenze epistemologiche: che cosa si conosce, esattamente, quando si conosce un’istituzione? Il rapporto fra questa impostazione e la tesi wittgensteiniana sulle regole discussa nel Modulo I.
Modulo III – Epistemologia del diritto: il caso della responsabilità
La psicologia del senso comune incorporata nella norma penale: intenzione, coscienza, volontà, controllo. La capacità di intendere e di volere come nozione a un tempo psicologica e normativa. Le neuroscienze in tribunale: gli esperimenti di Libet e il dibattito sul potenziale di prontezza; l’automatismo e il caso Kenneth Parks; il vizio di mente e la rappresentazione delirante della realtà; la genetica comportamentale come attenuante. Lo statuto epistemico della prova scientifica e della perizia: chi valuta la competenza dell’esperto? Il nodo teorico centrale: lo scarto fra descrizione causale del comportamento e attribuzione normativa di responsabilità, e la tesi secondo cui nessuna quantità di informazione causale colma da sola quello scarto. Psicologia morale ed emozioni reattive come sfondo del giudizio di responsabilità.
Modulo IV – Epistemologia politica
La testimonianza come fonte di conoscenza e il problema della fiducia razionale. Expertise e legittimazione democratica: come può un cittadino non specialista valutare un’affermazione specialistica? Disaccordo fra pari epistemici e polarizzazione; la formazione delle credenze negli ambienti informativi contemporanei. L’ingiustizia epistemica secondo Miranda Fricker: ingiustizia testimoniale, deficit di credibilità e pregiudizio identitario; ingiustizia ermeneutica e lacune nelle risorse interpretative collettive. Ricadute istituzionali: l’accesso alla voce come questione di giustizia e non solo di metodo.
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