Muovendo dalle nozioni di ordine pubblico e di pericolosità sociale, il corso approfondisce tre tematiche: 1) errori e distorsioni cognitive nell’accertamento della pericolosità sociale; 2) prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata (anche economica); 3) prevenzione e contrasto ai fenomeni terroristici. Di ogni tematica sarà fornito un inquadramento normativo, giurisprudenziale e di prassi, senza sottovalutare le implicazioni derivanti, per ciascuno di esso, dalle scienze extragiuridiche (sociologia, antropologia e psicologia, in primis).
L’ordine pubblico; la pericolosità sociale tra diritto e scienze extragiuridiche (2 ore).
L’accertamento della pericolosità sociale: struttura e soggetti coinvolti - L’ingresso dell’autorità nella sfera individuale: il principio di proporzionalità - Bias ed euristiche nell’accertamento della pericolosità sociale - La formazione di un giudizio erroneo sulla pericolosità sociale - Le misure applicabili e le conseguenze sul prevenuto - Rimedi contro l’accertamento fallace – Simulazione di un’udienza di prevenzione (10 ore).
L’impresa socialmente pericolosa e i collegamenti con la criminalità organizzata – Caratteri dell’associazione a delinquere di stampo mafioso: in particolare, il metodo mafioso – Genesi e diffusione del fenomeno ‘ndranghetista: il processo Aemilia – Sequestro e confisca di prevenzione; amministrazione giudiziaria dei beni e controllo giudiziale – Le interdittive prefettizie (10 ore).
Delitto politico e delitto terroristico – Il terrorismo degli anni ’70 (in particolare, il delitto Moro e la strage di Bologna) – Terrorismo e radicalismo religioso – Misure di prevenzione, processo penale ed emergenza sicurezza: i cc.dd. “pacchetti sicurezza” – Il “diritto penale del nemico” (10 ore).
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