MI – 6CFU
Il modulo istituzionale verterà sulle seguenti tematiche:
teorie normative della scelta razionale (homo economicus, calcolo costi-benefici) e teorie descrittive del processo decisionale (teoria del prospetto, euristiche e bias)
applicazioni delle teorie decisionali normative e descrittive allo studio del comportamento deviante e criminale
teoria dei giochi e interazione strategica tra decisori
processi sociali e decisione: influenza di gruppo, conformismo, anonimia; teorie classiche del contesto sociale (zone urbane, legami sociali, istituzioni, norme) applicate alla devianza
cenni agli approcci biologici e neuroscientifici alla decisione
principi della persuasione (reciprocità, coerenza e impegno, riprova sociale, simpatia, autorità, scarsità) e le ricadute sulle scelte individuali
MAT1 – 3CFU
Il modulo di approfondimento riprenderà in chiave critica i temi della cognizione applicata alle decisioni: euristiche e bias nel giudizio in condizioni di incertezza, la percezione e la comunicazione del rischio, i modelli di scelta razionale limitata. Verranno inoltre discusse le applicazioni di questi processi cognitivi alle scelte criminali, integrando la prospettiva psicologico-cognitiva con quella sociologico-criminologica presentata nella parte istituzionale.
Il corso si apre con un inquadramento teorico del processo decisionale, distinguendo tra teorie normative della scelta razionale — il modello dell'homo economicus e il calcolo costi-benefici tipico della teoria dell'utilità attesa — e teorie descrittive che ne mettono in discussione i limiti empirici, a partire dalla teoria del prospetto di Kahneman e Tversky. Su questa base si introduce il tema delle euristiche e dei bias cognitivi (rappresentatività, disponibilità, ancoraggio), approfondendo in particolare l'approccio dell'ecologia della razionalità e delle euristiche "fast and frugal" proposto da Gigerenzer. Questi strumenti vengono poi applicati allo studio della scelta criminale, discutendo sia i modelli costi-benefici (rational choice e teorie dissuasive) sia il contributo della psicologia comportamentale alla comprensione delle decisioni devianti, incluse le distorsioni di giudizio che intervengono nella sottostima del rischio o delle conseguenze penali. Il corso prosegue con l'introduzione della teoria dei giochi e dei suoi concetti fondamentali (equilibrio di Nash, dilemma del prigioniero, problemi di azione collettiva e free-riding), come strumento per analizzare le interazioni strategiche tra decisori individuali e collettivi. Si affronta quindi il tema dell'influenza sociale sulle decisioni, esaminando i processi di conformismo, obbedienza all'autorità e i sei principi della persuasione descritti da Cialdini (reciprocità, coerenza e impegno, riprova sociale, simpatia, autorità, scarsità), discutendone le implicazioni sia per la comprensione delle scelte individuali quotidiane sia per l'analisi di fenomeni di manipolazione e vulnerabilità decisionale. Il corso richiama poi le principali teorie sociologiche e criminologiche di matrice collettivista, che spiegano la devianza in riferimento a fattori strutturali quali le zone urbane, i legami sociali, le istituzioni primarie e i processi di socializzazione e controllo sociale. Infine, si offre un'introduzione agli approcci biologici, evolutivi e neuroscientifici alla decisione, con particolare riferimento al loro contributo alla comprensione delle scelte morali e cooperative. Attraverso l'integrazione di prospettive economiche, psicologiche, sociologiche e biologiche, il corso mira a fornire agli studenti gli strumenti concettuali per valutare criticamente il peso relativo dei diversi fattori — individuali, sociali, strutturali ed evolutivi — nella spiegazione di comportamenti decisionali e devianti, applicandoli all'analisi di casi concreti in ambito criminologico e delle politiche della sicurezza.
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